La Gommalacca

Resine animali

A differenza di tutte le altre resine, la gommalacca è un materiale resinoso di origine animale prodotto dalla femmina di una specie di insetti chiamati coccidi, che infestano gli alberi su cui la resina viene depositata; si formano strati di spessore variabile fino a 2 centimetri che, alla fine, inglobano gli insetti stessi.

La gommalacca grezza si presenta in forma di massa bruno-rossa che viene poi di solito purificata a vari livelli. La sua composizione non è ancora completamente conosciuta, tuttavia essa contiene per la maggior parte poliesteri di vari ossiacidi, solubili in alcoli, percentuali più piccole di sostanze cerose ( cere di gommalacca) insolubili in alcool e quantità ancora minori di un colorante rosso-bruno solubile in acqua. I vari gradi di purificazione corrispondono alla progressiva eliminazione delle sostanze cerose e coloranti che vengono allontanati o con solventi o per trattamento con soluzioni di carbonati alcalini. Un tipo comune di lavorazione porta alla produzione di scaglie sottili di colore variabile dall'arancio bruno al giallo chiarissimo. La gommalacca ha trovato impiego nella formulazione di vernici ad alcol sia di toni rossastri che chiari, adatte soprattutto per impieghi su legno. Rispetto alle altre resine naturali presenta una maggiore brillantezza, tuttavia oggi è quasi del tutto sostituita da alcune resine sintetiche. La gommalacca è stata scarsamente utilizzata come vernice in pittura a causa della sua sensibilità all'umidità e del suo colore che tende facilmente a scurire.

Ha invece trovato impiego in alcune operazioni di restauro, ad esempio diluita in alcol come debole legante, come ingrediente per adesivi, ma soprattutto come consolidante, ossia come fissativo, per pitture murali. Purtroppo, col tempo, diventa progressivamente irreversibile e, quando è presente, risulta tra le sostanze che determinano grossi problemi di rimozione al momento del restauro.